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Comune di San Zenone al Po

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Le alluvioni

La particolare collocazione geografica del paese di S.Zenone, ubicato sulla sponda sinistra del Po, quasi in zona golenale, ed attraversato nel mezzo del fiume Olona, se da un lato aveva favorito nei secoli passati l'esercizio della sua specifica funzione di importante crocevia per la navigazione fluviale, dall'altro lo esponeva, senza particolari difese, ai molteplici e ricorrenti rischi di alluvioni.

alluvione

Da un inedito documento conservato nell'archivio comunale di Pavia, è possibile sapere le date precise ed il livello raggiunto dalle acque di scorrimento, certificato dall'idrometro del Ticino, delle principali alluvioni avvenute dai primi del '700 alla fine dell'800.
Queste notizie hanno valore anche per S. Zenone data la relativa vicinanza e la piccola differenza altimetrica.

In particolare:

Le opere di difesa dell'abitato, costituite da un muraglione in cemento del '51 e le arginature con deviazione parziale del corso dell'Olona in uno scolmatore (Olona Nuova) dal 1976 al 1990, risultate inadeguate a contenere la piena del Po nel 1994 sono state ampliate e fortificate negli ultimi anni permettendo al nostro paese, grazie anche alla fondamentale opera dell'Amministrazione e dei volontari della Protezione Civile, di scampare alla rovinosa alluvione dell'ottobre 2000.

'IL PONTE spazzato via, pensate, l'Olona, in piena rabbiosa, gli alberi sradicati, le volte che se ne crollano, i piloni che rotolan via: come un vecchio caro gigante che, stroncato, di schianto e miseramente finisce gambe all'aria: e non ne rimangono che i resti monchi e senz'anima... Caro vecchio domestico ponte. Era, del nostro paese, qualcosa che non pareva fatto da uomini, ma sorto fuor d'acqua con la terra sulla quale siam nati: due rive divise da un fiume e forse anche diverse, che il ponte "naturalmente" univa, sicchè anche esso era via di terra ferma, era andito, corte, trave per starci seduti insieme, ritrovo. E non a caso i nostri padri lo gettarono fra i due edifici che sono il segno più manifesto di una convivenza civile: il Castello e la Chiesa. In tempi antichi ci avrebbero perfino dissertato, quasi in concordia, i fautori del Papato e dell'Impero. Noi ci si passava invece, quando c'era, senza nemmen nostro, e nessuno pensava che potesse un giorno finire: era parte della nostra terra e dunque parte di noi'. ( pubbl. loc. San Zenone e il Palio , arch. Comunale , Il Campanone arch. ) 

Il giornalista Gianni Brera, sul mensile locale 'IL CAMPANONE", così commentò il fatto:

Il 26 settembre del 1947 una enorme ed impetuosa massa d'acqua spazzò via il ponte sul fiume. 
Nel 1932 la violenza delle acque demolì gran parte del paese le cui case erano ancora fabbricate con mattoni crudi che vennero poi ricostruite in cotto. 
Le alluvioni del 900 che si ricordano per lo straordinario livello raggiunto dalle acque, risalgono al 1926, 1932, 1947, 1951 (due volte di seguito) , 1968, 1975, 1977 (in quest'anno il Po invase il paese per ben tre volte, 2 in primavera ed 1 in autunno), 1978, 1979 (due volte) ed infine quella tristemente famosa del 1994.

 


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